Indice
Se ci si vuole orientare verso piante ornamentali più originali e d’effetto una valida opzione è senz’altro l’alchechengi o alchechengio. Queste piante da giardino, appartenenti alla famiglia delle Solanacee (la stessa di pomodori e patate), sono molto apprezzate per il loro aspetto particolare e molto decorativo, oltre che per i loro singolari frutti penduli di colore arancio: questi ultimi sono commestibili e presentano una polpa dolce e succosa il cui sapore ricorda quello dell’ananas; ricchi di vitamina C e carotenoidi, hanno proprietà diuretiche e rinfrescanti.
Ideali per creare delle suggestive guarnizioni, si possono utilizzare sia freschi che per preparare golose marmellate. I frutti sono originati a loro volta da dei bellissimi fiori, anch’essi di colore arancione acceso, la cui forma ricorda quella delle lanterne cinesi.
Nei tempi antichi queste bellissime piante erbacee erano conosciute e apprezzate per le loro proprietà omeopatiche e medicinali, mentre oggi vengono coltivate perlopiù come piante ornamentali. Possono crescere sia in piena terra che in vasi da giardino, non superano il metro di altezza e sono piuttosto semplici da coltivare.
Come coltivare un alchechengi
L’alchechengi è una pianta che si può coltivare in giardino o in vaso, e che richiede poche cure particolari. Ecco i passaggi principali per coltivare l’alchechengi:
Scelta del terreno: L’alchechengi cresce bene in terreni ben drenati e fertilizzati. In generale, preferisce i terreni leggeri e sabbiosi.
Semina o trapianto: L’alchechengi può essere seminato o trapiantato. La semina va effettuata in primavera, in un semenzaio, con una temperatura di circa 20-25 gradi. Il trapianto può essere effettuato quando le piantine hanno circa 10-12 cm di altezza, a circa 50 cm di distanza l’una dall’altra.
Irrigazione: L’alchechengi necessita di una regolare irrigazione, specialmente durante i mesi estivi. Il terreno deve essere mantenuto umido, ma non troppo bagnato, per evitare la formazione di muffe o malattie.
Concimazione: L’alchechengi risponde bene alla concimazione. Si possono utilizzare concimi organici, come letame o compost, durante la preparazione del terreno, oppure concimi liquidi specifici per piante da frutto durante la stagione di crescita.
Potatura: L’alchechengi non richiede una potatura particolare, ma è bene eliminare i rami secchi o danneggiati per favorire la crescita della pianta.
Raccolta: L’alchechengi è pronto per la raccolta quando la buccia esterna diventa marrone e secca. I frutti possono essere raccolti uno per uno, a mano, oppure si può scegliere di raccoglierli tutti insieme quando la maggior parte della frutta è matura.
L’alchechengi è una pianta relativamente facile da coltivare e richiede poche cure particolari. Con la giusta attenzione e cura, è possibile avere una buona produzione di questo gustoso frutto.
In inverno i fiori di queste piante ornamentali si possono conservare a lungo all’interno di vasi di vetro senz’acqua, offrendo la possibilità di creare delle particolari decorazioni per la casa e la tavola.
Come si mangia l’alchechengi
L’alchechengi è un frutto dalle origini sudamericane, simile alla ciliegia, conosciuto anche come fisalis o “bacca d’oro”. La sua buccia esterna è marrone e protettiva, mentre all’interno si trova una piccola bacca di colore giallo-arancione.
Per mangiare l’alchechengi, è importante rimuovere la sua buccia esterna, che non è commestibile. Per fare ciò, è possibile rompere delicatamente la buccia, aprirla e rimuovere il frutto al suo interno. Una volta rimosso il frutto, è possibile lavarlo e consumarlo fresco.
L’alchechengi ha un sapore piuttosto acidulo e una consistenza simile a quella della ciliegia. Viene spesso utilizzato in cucina per preparare marmellate, gelatine e salse, ma può anche essere utilizzato come guarnizione o aggiunto a insalate o dessert. Inoltre, l’alchechengi è ricco di vitamine e antiossidanti ed è considerato un superfood per le sue proprietà benefiche per la salute.